sabato 22 dicembre 2012

...solo non si vedono i due liocorni.

Intanto, che cacchio sono i liocorni, mi chiedevo? Niente di strano, è solo un altro modo di chiamare gli unicorni.
Peccato, comunque, che manchino all'appello proprio quelle due bestie. 
Perché tutto il resto del regno animale è diventato protagonista indiscusso delle mie notti, alternandosi a casaccio con sogni decisamente VM18 e tirate ininterrotte di ronfaggine senza alcuna attività cerebrale registrata.
Partiamo dal fatto che per me addormentarmi sta diventando una vera e propria sfida. Un po' perché, stando a casa tutto il giorno, non è che io arrivi stanca a sera...cioè...oddio...non da crollare, insomma. Un po' anche perché ormai la mia posizione prefe, a pancia in giù, distesa come una stella marina, mi è diventata impossibile da assumere, quindi ci metto un bel po' prima di sentirmi comoda e rilassata. Secondo la ginex non esiste una posizione ottimale per il bene del bambino: dice che se sto comoda io sta comodo anche lui, così come se sta scomodo lui, farà in modo di far sentire scomoda anche me. A pancia in su non va bene, perché Zigulì pesa sul resto degli organi, già maltrattati a sufficienza, e il tutto mi schiaccia sulla spina dorsale. Mi restano quindi due opzioni: fianco destro o fianco sinistro? L'indecisione mi porta a dondolare in modo assai poco aggraziato da una parte all'altra, ché non è mica più tanto facile girarsi, soprattutto perché devo evitare di sforzare la zona addominale...devo farlo in almeno tre tempi: piedi e gambe - testa e spalle - culata di stile et voilà. Con un balletto degno delle gemelle Kessler e Don Lurio la pancia è piazzata. Ma poi mi rendo conto che le mie ginocchia si toccano tra loro (cosa che mi manda in bestia) quindi cerco di metterci prima una mano, ma non va bene perché mi si ferma la circolazione. Allora provo con le coperte, ma ancora non sono soddisfatta. Ci infilo un cuscino ma poi mi accorgo che me ne servirebbe un altro da tenere davanti a me, per appoggiarmici con il torace...allora via, ci riprovo e mi rigiro...una, due, tre, millemila volte, finché, stremata, decido di ignorare quel leggero crampetto su una coscia e tento di dormire, sperando di non aver disturbato Ric, che il mattino deve svegliarsi all'alba per andare al lavoro. In realtà lo disturbo sempre ma lui si è lamentato solo una volta, sostenendo affettuosamente che l'unica differenza tra me e un'elefantessa è la durata della gestazione. Temo che abbia ragione.

Elefantessa...ah sì, gli animali dunque. Ovvero, la mia incredibile attività onirica.
Una volta riuscita ad addormentarmi, faccio sogni decisamente più bizzarri del solito. Non lo credevo possibile, posso vantare un elenco sterminato di sogni al limite della follia nonché la maledizione che mi porta a ricordarmeli sempre, semprissimo.
Il must di questi ultimi tempi -quando, come dicevo sopra, gli ormoni non mi annebbiano la psiche o il mio cervello va in standby definitivo- sono gli animali.
Nello specifico: un cucciolo di caimano con mandibole a serramanico; un coniglietto nano accucciato in un nido di uccellini; una specie di colibrì azzurrino parlante; un condor con un collare e un cappellino di paglia; un enorme pellicano spennacchiato; e poi, immancabili, gattini come se piovessero gattini. 
Tutti questi animali, a parte i gattini e il colibrì, sono accomunati da una caratteristica ben lontana dal loro istinto naturale: stanno fermi, tranquilli, mezzi addormentati. Solo il pellicano mi ha dato impressione di essere fermo perché malaticcio e solo il caimano si è calmato dopo aver tentato di mordicchiarmi. E a dire il vero pure io, in questi sogni, non mi sento turbata più di tanto dalla presenza di questi animali.
Ora...mi pare più che ovvio che la loro immobilità nasca dal mio stare addivanata tutto il giorno, in serena attesa, come loro, che il tempo passi. Allo stesso modo, come il pellicano sembrava malato -sensazione che ogni tanto tocca anche me, pur non essendolo veramente- e come gli altri animali si muovono vivaci o tentano di farlo - cosa che, appunto, è il mio grande desiderio di ora-, tutto sembra una semplice interpretazione di ciò che vivo ogni giorno.
Quello che mi chiedo è: perché gli animali? E perché proprio QUESTI animali? Non bastavano davvero più i gattini? Ma soprattutto: perché il condor ha un cappellino di paglia? E come ci è arrivato il coniglietto nel nido?
Forse il mio inconscio mi sta invitando a guardare più documentari anziché le puttanate sul cake design, gli abiti da sposa, i lavori sporchi o i mille modi di morire da idioti?
Che qualcuno mi aiuti ad interpretare questa pazzia. O almeno, suggeritemi dei numeri da giocare.
Io intanto aspetto con trepidazione i due liocorni...





lunedì 10 dicembre 2012

L'ormone della stronza.

Sì, sono stata ricoverata una settimana e sì, devo stare a casa, a letto, mummia il più possibile fino almeno alla prossima visita, che sarà tra minimo altri 7 giorni.
Mi sto lamentando? No, non credo. 
Chiaro, non è che io me la stia spassando, anche se tutti mi dicono «Approfittane per riposarti» e in realtà ti riposi i primi quattro o cinque giorni di assoluto far nulla, poi cominci a romperti i coglioni. Ecco, l'ho detto.
Il vero problema qual è? 

Non le botte ormonali che mi fanno apparire come una pazza psicolabile che un attimo ride senza motivo e l'attimo dopo si trova a singhiozzare in un mare di lacrime, altrettanto senza motivo. 
Non la lecita preoccupazione che c'è, è lì, sta sul fondo ma cerco di ignorare il più possibile, anche se il rischio di rimanere reclusa fino a maggio è reale -per non parlare del rischio, ancora presente, di perdere il bambino, ma a questo non voglio proprio pensare-.
Non le millemila domande che mi faccio e alle quali cerco di rispondermi da sola perché, oh, a casa son da sola...non è che il mondo si ferma perché io sono sfigata. E per l'appunto il mondo continua a girare e con lui le mie palle, visto che praticamente la mia vita è in standby mentre là fuori...è là fuori e io non ci sono.
Non il fatto che per una volta nella mia vita speravo di meritarmi una cosa bella senza per forza dover superare prove degne di un cavaliere medievale (vabbeh, questo un po' un problema lo è...perché c'è gente che ha avuto-ha-avrà sempre tutto facile e, se mi è concesso, un paio di interrogativi sui movimenti cosmici mi sorgono spontanei).
Non è neanche il fatto di sentirmi veramente da schifo, in questo momento, come donna -costretta in pigiami gentilmente offerti da Mathre, mentre vorrei almeno vestirmi da persona normale MA non ho più nulla che mi vada perché la pancia ormai è evidente e, ça va sans dire, non posso mica uscire a fare siòpping-, come compagna -servita e riverita dal mio uomo che forse si chiede chiccazzogliel'hafattofare-, come mamma -questa è paranoia- e anche un po' come amica -di persone che, volenti o nolenti, alimentano i miei sensi di colpa-.

Tutto questo è facilmente superabile con una puntata di una serie tv idiota e un ferrero rocher. Il che probabilmente alla lunga mi porterà a diventare una balenottera azzurra da guinnes, ma non è neanche questo il problema.

Il problema è quel "tutti mi dicono" cui ho accennato sopra.
Tutti si sentono autorizzati a dare la propria opinione, anche quando questa è fondata su...nulla. Perché non lo sanno cosa mi sta passando per la testa, non sanno che basta una parola messa al posto sbagliato per mandarmi in pappa il cervello, non sanno semplicemente perché non hanno mai vissuto niente del genere. Però oh...«è successo anche ad una mia amica». Ah beh...allora.
Non sto rimproverando nessuno, ci mancherebbe. Comprendo e apprezzo i tentativi di rincuorarmi e di starmi accanto, non sono mica un mostro di insensibilità.
Però davvero, non fate neanche lo sforzo di pensare a cosa sia meglio dirmi o consigliarmi, perché tanto in questo momento faccio affidamento solo sul mio istinto primordiale, sul parere della mia ginecologa e sulle dritte di Mathre, la quale, almeno, quando sa di non sapere, mi rimanda tranquillamente alle prime due opzioni. Se proprio volete rendervi utili, fate come Suocera che mi stira il bucato e mi prepara le bontà, come Cognata che mi manda libri da leggere, come Zazu che mi porta un croissant a colazione o come le amiche che mi parlano di cose qualsiasi e mi fanno ridere.

E se questo vale ora che, tutto sommato, la gestione della situazione è semplice semplice -devo stare ferma, amen-, ancora di più varrà quando Zigulì nascerà e cominceranno le tiritere di "secondo me", "ma sei sicura che", "ho letto su un articolo che", "la mia bisnonna diceva che".  Fermi. Ve lo dico già ora: non me ne fregherà uno stracazzo di niente a meno che il parere non sia ufficialmente richiesto da noi in quanto genitori alle prime armi. Tutto il resto risparmiatevelo, davvero, se non desiderate una rispostaccia.

Ah, non l'ho scritto che le botte di ormoni a volte mi fanno anche diventare incredibilmente più stronza del solito?