lunedì 24 settembre 2012

Monday morning fever.

Lunedì, 24 settembre 2012.
Ore 8.00. Classe Ia B.
Appello:
2 assenti per motivi ignoti.
1 assente che non s'è mai visto, quindi non esiste. O "forse perché, prof., gli fa schifo venire a scuola..."
20 presenti di cui: otto con raffreddore/tossina/smoccicamenti vari; uno con mal di testa, misto a vampate e "Aiuto prof, ho il cranio in fiamme e fra poco vomito!"; una con improvviso attacco di epistassi; uno che esce dopo un'ora perché "Prof, mi fanno male la testa e la pancia, mi sa che sto per morire".
Praticamente un lazzaretto.
Ok, ragazzi, non fatemi scherzi. Se mi attaccate l'influenza giuro che vi metto una nota di classe.

Mi sono portata a casa un plico di prove d'ingresso farcite di virus pestilenziali perché, poveri cuccioli, i loro genitori non hanno tanto insistito sull'importanza di mettere la manina davanti la bocca quando si starnutisce, anziché docciare compagni e oggetti inermi. E va bene che in questi anni ho sviluppato anticorpi grossi come tacchini, però così è veramente un attentato alla mia persona!

Poi corro nell'altra scuola, con tanto di showerpower non prevista, dato che il mio ombrello ha deciso di rompersi proprio nel momento di diluvio universale. E in aula insegnanti un collega mi chiede: "ma oggi è il solstizio d'autunno?". A parte che il solstizio d'autunno non esiste e che l'equinozio era due giorni fa...che domande mi fai, così, a brucio, mentre la bidella mi informa che domani, ta-dan, abbiamo un collegio docenti non previsto? Vabbeh.

Ma fighezza delle fighezze...finalmente ho avuto tra le mani quei piccoli testi di rito che faccio fare ai marmocchi per presentarsi ad inizio anno. Sono geniali, davvero. Ogni anno mi riempiono il cuore in modi sempre diversi:

Se fossi...
...un oggetto sarei una gomma che cancella le brutte cose. [Cuori su cuori a te, alunno dallo spirito puro].
...più grande schiaccherei i miei nemichi. 
...un animale sarei un leone perché farei spaventare le persone della banca.
...un mezzo di trasporto sarei un caramato.
...più grande preparerei la pizza. 
...un poliziotto arresterei quelli che violentano gli animali.
...un animale sarei un drago perché assomigliano alle lucertole. 
...un fiore sarei una viola perché è viola.
...più grande girerei il mondo gratuitamente e vorrei una servitrice che tutti i giorni viene a farmi le pulizie in casa, a portarmi la colazione a letto.
...un animale sarei un elefante e lo insucchierei con la mia grande aproboscide, perché se mi farebbe arrabbiare.
...più grande vorrei una grande villona, una macchina scappottabile e un cagnolino di taglia media.
...un personaggio televisivo sarei quella del meteo perché mi piace capire la natura.

Giuro, adoro la loro visione del mondo. Adoro immaginarmeli draghi o lucertole, adoro immaginarmeli nelle macchine scappottabili e adoro che adorino la viola perché è viola. 
Soprattutto adoro vedere che la loro fantasia non è ancora morta. 
Come dire... Se fossi gatto, miao. Se fossi cane, bau. Se fosse tardi, ciao. 

martedì 11 settembre 2012

Tipo che...

Ieri Primo Giorno di Scuola.
Ovviamente la notte scorsa non ho dormito una beata mazza...perché sono fatta così, mi emoziono anche.
Tornare in scuole dove hai già insegnato è sempre un po' come tornare a casa dopo un lungo viaggio ma accorgersi che qualcuno ti ha, nel frattempo, spostato i mobili. Perché ci sono i colleghi storici contenti di rivederti, le bidelle che ti accolgono con grandi sorrisi e in aula insegnanti si respira sempre quel non so che di famiglia. Però. C'è sempre un però, perché qualcosa è diverso...
Tipo che quello che era il tuo cassetto ora non lo è più e, inspiegabilmente, alle 8 meno 20 di mattina, li trovi già tutti occupati. E a te spetta quello lì in bassissimo o in altissimo, scomodissimo in entrambi i casi.
Tipo che questa volta ti devi occupare dell'accoglienza dei primini e dei loro genitori e Sua Santità il Dirigente pretende che tu salga sul palco dell'auditorium e "al grido di Prima B seguitemi tutti!".
Tipo che la nuova classe è situata nell'atrio più inculato della scuola, perso in un labirinto di corridoi e scalinate e quindi devi calcolare che per giungere a destinazione ti servono almeno 5 minuti.
Tipo che alcuni alunni hanno cognomi impronunziabili e sai che se sbagli davanti a tutti mentre fai l'appello saranno derisi da qui a per sempre.
Tipo che poi, alla fine della mattinata, risalendo le scale con millemila libri in mano, due borse e la solita leggiadria, inciampi sul terzultimo gradino e ti sfracagni a terra. Il fatto è che in quel momento HO PENSATO che stavo facendo le scale. Un po' come quando pensi di fare un gesto che normalmente è automatico...e se ci pensi non riesci a farlo. Ecco. Così. Ho pensato al terzultimo gradino e il penultimo non sono riuscita a farlo. Sono inciampata maldestramente e siccome avevo le mani impegnate mi sono spiattellata prima sulle ginocchia e poi su un gomito che, grazie al cielo, ha evitato il pericoloso contatto faccia-pavimentodimarmogrezzo. Per fortuna a godersi la scena c'era solo una mia collega, che si è prima spaventata e poi le ho detto: "Guarda che puoi ridere...perché io forse lo farei...". Insomma, complimentoni.

A parte ciò, devo proprio dire che le prime impressioni con le due classi hanno superato le mie aspettative. 
I primini sono piccolini e terrorizzati, quelli di seconda sono svegli ma -pare- assai promettenti.
Un sacco di buone vibrazioni.

lunedì 3 settembre 2012

Crazy School

Posso dirlo? Sono felice. No, non è vero, non è solo felicità la mia. E' senso di tranquillità estremo, per aver finalmente chiuso - almeno fino a giugno 2013- con quella sensazione di precarietà propria della mia condizione di precaria, appunto.
L'anno scorso è stato una Via Crucis: ho rosicchiato supplenze qui e lì e ho anche passato lunghi periodi a casa a chiedermi chi cacchio me lo facesse fare di insegnare, se ne valesse davvero la pena, se non fosse meglio trovarmi un comodo ripiego, uno qualsiasi. In totale ho avuto 11 classi, non facevo neanche in tempo ad imparare il nome dei ragazzi che già dovevo lasciarli, sono arrivata al punto di insegnare una materia che odio, pur di non abbandonare il mio lavoro.
Ma so perché l'ho fatto: io non mi vedo a fare null'altro. E quando dico alle persone che sono un'insegnante da ormai 7 anni e loro mi dicono "Accidenti, è proprio una vocazione la tua!" lì sì, capisco che quella è la mia strada. Idem quando arriva l'estate e, anche se ho passato magari mesi a cristonare per quella classe di disgraziati che non studiano, mi coglie quel vuoto cosmico causato più dalla privazione del mio rapporto con gli alunni che dalla fine dello stipendio.
Poi arriva settembre e il mondo dei precari entra in subbuglio: viviamo con il telefono in mano per dieci ore al giorno, sussultiamo ogni volta che squilla e ci affliggiamo quando scopriamo che dall'altra parte non c'è la voce di una segretaria di una qualsiasi scuola ma la mamma che chiede "ci sono novità?", un'amica che, nella stessa situazione, cerca e dà conforto, un'operatrice della vodafone che ti propone un'offertona per telefonia fissa-internet-chiamate all'estero-protezione dell'FBI-cat sitting e donna delle pulizie. il tutto a soli 19.90 euro al mese.
Sono giorni d'inferno, credetemi. Si fanno pensieri brutti. E quel che è peggio non si riesce quasi ad essere felici se qualcuno che conosci è stato chiamato e tu no.
Da due anni a questa parte la tensione di quel momento per me è doppia, dato che qui in casa siamo ora in due ad attendere un colpo di fortuna per il nostro destino. E' anche confortante, però, avere qualcuno che finalmente comprende appieno ciò che provo in quei giorni e non mi chiede di giustificare quella ruga di disappunto che prende sede sulla mia fronte. 
Tant'è, questa volta è stato tutto un po' più facile. Ric ha avuto il suo posto subito, io ho avuto prima una soffiata e poi la chiamata ufficiale. Gaudio e giubilo per la nostra famigliola.
Così, per la gioia di alcuni, potrò riprendere quella serie di post sulla scuola di cui tanto ho sentito la nostalgia.
Tornerò in due scuole dove ho già insegnato e di cui avevo già scritto nel blog defunto.
La prima, poco distante dalla città, l'ho amata visceralmente: enorme ma accogliente.
La seconda, in pieno centro, caotica al punto giusto, talvolta assai difficile da gestire, ma, a modo suo, stimolante.
Quindi, signore e signori, ultima settimana di vacanza e poi via, si riparte.
Che m.e.r.a.v.i.g.l.i.a.!